martedì 11 novembre 2008

'O massim


E la camorra chiede il pizzo al concerto per Saviano

NAPOLI - La camorra bussa alla porta del concerto dedicato a Roberto Saviano.
Gli operai stavano montando il palco, sabato pomeriggio a Castel Volturno, quando sono arrivati gli emissari del racket a chiedere il "pizzo". L´esibizione di Miriam Makeba e Maria Nazionale, organizzata nell´intento di chiudere gli "Stati generali per la scuola del Mezzogiorno" con un messaggio forte di sostegno all´autore di "Gomorra" e alle vittime della criminalità, si è svolta ugualmente ieri sera, sotto l´occhio attento delle forze dell´ordine. Ma il segnale di arroganza lanciato una volta di più dal clan dei Casalesi non può non allarmare.«Di fronte alla richiesta di denaro - racconta l´assessore alla Formazione della Regione Campania, Corrado Gabriele, che ha reso noto l´episodio - gli operai hanno risposto agli sconosciuti di non essere in grado di dare risposte e di tornare il giorno dopo. Appena mi è stato riferito l´accaduto, ho chiamato il comandante provinciale di Napoli dei carabinieri ed è stato informato anche il coordinatore del pool anticamorra. Agli organizzatori ho detto di andare avanti».Oggi sarà formalizzata una denuncia contro ignoti, perché le persone presenti nel cantiere hanno detto di non essere in grado di identificare gli autori dell´intimidazione. «Quanto accaduto è di una gravità inaudita - commenta Gabriele - anche per il luogo simbolico scelto per il concerto», lo stesso dove il 16 maggio il clan dei Casalesi ha assassinato Domenico Noviello, un imprenditore che aveva denunciato il racket. E sempre a Castel Volturno, meno di due mesi fa, l´ala stragista della cosca malavitosa raccontata da "Gomorra" aveva eseguito la strage costata la vita a sei immigrati extracomunitari.«Lo Stato è molto presente in questo momento sul piano del controllo del territorio - ragiona l´assessore Gabriele - noi abbiamo voluto realizzare questo evento culturale perché la scuola e la cultura sono fondamentali per sconfiggere il crimine. Ciò nonostante, c´è chi continua a sfidare le istituzioni. Noi però non abbiamo alcuna intenzione di fermarci». Le indagini di questi mesi, condotte da carabinieri e polizia con il coordinamento di un pool di otto pm della Procura, individuano proprio in Castel Volturno e il Litorale Domizio la zona battuta a tappeto dagli uomini del gruppo ritenuto capeggiato dal superlatitante Giuseppe Setola, l´uomo che la Procura considera il "regista" della strategia del terrore scatenata da maggio a oggi.La perquisizione eseguita dalla polizia nel covo dove venerdì sono stati arrestati due fedelissimi del capo ha fatto venire alla luce "pizzini" sui quali erano annotati riferimenti a numerosissime attività commerciali e imprenditoriali sotto racket. Segno che, pur indebolito, il clan non si ferma davanti a nulla pur di incassare denaro.
Dario Del Porto - La Repubblica

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